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Oggi mettiamo un altro bel post il Date Memorabili…Grazie alla norma del nuovo pacchetto di liberalizzazioni del decreto Bersani
Via Ansa.it
IL CREDITO SULLA RICARICA NON SCADE PIU’
Non solo la cancellazione dei costi di ricarica. Da oggi anche scatta anche un’ altra novità in favore dei contribuenti: il credito residuo di una ricarica non scade più. A stabilirlo - come spiegano i tecnici del ministero dello Sviluppo economico - è l’articolo 1 del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, in vigore da oggi, lo stesso che cancella i costi aggiuntivi di ricarica. Il testo, infatti, vieta “la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato”. Finora, invece, le compagnie telefoniche fissavano un termine di 12 mesi. Se entro un anno non si era esaurito il credito accumulato in ricarica, lo si perdeva. A favore dei gestori, che tornavano in possesso della cifra non spesa. Una situazione che penalizzava soprattutto gli utenti che fanno un uso molto contenuto del cellulare, come molti anziani. Ma anche semplicemente chi dimenticasse di utilizzare una ricarica. Le associazioni dei consumatori avevano in più occasioni chiesto interventi su questo fronte. Secondo le stime dell’Adusbef, il valore complessivo del credito residuo accumulato ammonta a circa 140 milioni l’anno.
IhIHih meno male che non ho caricato il mio cellulare la settimana scorsa
Prodi si dimette nuove consultazioni..
Di qui la decisione del premier di andare al Quirinale, aprire formalmente la crisi presentando le dimissioni. «Sono irrevocabili», ha scandito il premier di fronte agli esponenti della sinistra radicale che lo hanno pregato di tirare un attimo il freno, di non dimettersi e trovare una soluzione per andare avanti. In serata è uscita anche una nota ufficiale del Prc in cui si chiede a Prodi «di non interrompere la sua azione».
A quanto trapela nelle ricostruzioni della convulsa giornata di oggi, sembra che anche il Quirinale abbia tentato una ‘moral suasion’ su Prodi per invitarlo a non presentare la dimissioni. Notizia confermata da più fonti del governo, ma il presidente del Consiglio si è mostrato convinto ad andare fino in fondo, con la più ferma posizione di non accettare alcun tipo di alternativa all’attuale maggioranza, la stessa che con un programma condiviso ha vinto le elezioni lo scorso anno. Unica alternativa è andare di nuovo alle urne. E così ha fatto formalizzando la decisione di andare al Quirinale dimissionario durante il Cdm
Tratto da Corrieredellasera.it
E come disse Edoardo de Filippo “Adda passà a nuttata” domani staremo a vedere
giornata memorabile

